Archive for category Sondaggi

Pirottino? What’s pirottino?

Ovvero: il pirottino questo illustre sconosciuto.

Qualche sera fa, durante una festosa cena natalizia in quel di Lecce, sotto gli effetti deliranti del vino novello, pargolo ed illustri colleghi di abboffo si spingono oltre l’umana ragione decidendo che, prima di gustare dell’ottimo (si fa per dire) panettone al tiramisù, occorra innanzitutto leggere con attenzione le indicazioni riportate sulla confezione. Queste recitavano pressappoco in questo modo “… tagliare delicatamente le fette senza esercitare alcuna pressione ed avendo cura di rimuovere il pirottino…”

 

Pirottino? What’s pirottino? :|

 

E la nostra mente si espande…

E si rarefa.

Si espande e si rarefa.

Attimi di sgomento. Ed una pioggia di pavoni che piovono sullo sfondo.

Quattro ingegneri meccanici (di cui uno donna), quattro individui che sino ad allora avevano speso impunemente la loro esistenza ignorando il pirottino ed i poteri che derivano dalla sua conoscenza.

E le nostre menti si producono in funambolismi cognitivi alla ricerca dei contesti in cui possa trovare applicazioni li pirottino.

Si parte allora dalla regola del pirottino che poi diventa teorema del pirottino, poi c’è il risotto al pirottino, quello che mi dia un’etto id pirottino famo du etti, poi c’è pane burro e pirottino, pirottino il caldo orsettino, mamme regalate un pirottino ai vostri pargoli, donne è arrivato il pirottino, più pirottino e meno tasse, no pirottino no party ed altre cazzabubbole del genere.

Ed infine, sulle note de “il pirottino come fa, non c’è nesusno che lo sa”, chiedo a voi, genti della terra tutta: sapevate che questo  si chiamava pirottino?

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Regioni D’Italia

 

Qualche tempo fa fece scalpore in tv l’incredula pupa Silvia che si domandava: “ma perché in Italia esiste una regione che si chiama Abruzzo?”

Al di la’ di quella che è l’ignoranza disarmante del soggetto in questione l’episodio mi serve da pretesto per rigirare a voi, o popolo di bloggerz, una serie di dubbi inquietanti che mi attanagliano sin da bambino:

 

Ma l’Abruzzo?

Così come il Molise?          La Basilicata?            E le Marche?

E perché no anche il Friuli Venezia Giulia     e      la Valle D’Aosta.

Chi e cosa c’è in queste regioni? Che si fa? ‘ndo si va? Perché da loro non ci giunge mai nessuna notizia? Perché lì non accade mai niente che salti all’onore della cronaca? Perché la cultura popolare non ci ha tramandato aneddoti, proverbi o luoghi comuni? Ci abita qualcuno? Esistono davvero?

O sono solo un bieco stratagemma concepito dal signor DeAgostini per riempire le pagine degli atlanti e le cartine con macchie colorate dai nomi bizzarri (tipo Abruzzo, per esempio)?

 Qualcuna, a quanto pare, possiede delle squadre di calcio più o meno famose, ma nessuno ci vieta di pensare che i nomi siano stati scelti aprendo una pagina a caso degli atlanti DeAgostini, e che in realtà appartengano alle vere regioni d’Italia. Ma per il resto?

Se c’è qualche visitatore proveniente da queste regioni si identifichi e ci parli un po’ della sua terra natìa perché fino ad ora nessuno quasi, a quanto pare, ha mai avuto la volontà o l’ardire di raccontarci episodi, eventi o storie legate a queste terre ormai dimenticate dai più.

 

Adesso passerò ad elencare per ciascuna regione alcuni dei luoghi comuni più famosi, del tipo “nel bene o nel male se ne parla”, giusto per farvi comprendere la profondità delle mie inquietudini di pargolo cosmopolita.

La Siciliaà la mafia, la coppola, la lupara, il carretto, il cannolo, il maranzano, l’Etna, il ponte sullo stretto?! Taormina e Cefalù, Meeeeenghia!

La Campania à Napoli & la Pizza, la mozzarella, le canzoni napoletane, Pompei ed Ercolano, la spazzatura, la camorra, la costiera amalfitana, tanto a Battipaglia si cambia, Cristo si è fermato ad Eboli;

La Puglia à le orecchiette con le cime di rapa, i frutti di mare, Padre Pio e San Giovanni Rotondo, la fiera del Levante i traghetti per la Grecia (e per l’Albania…), la O di Otranto, Se Parigi avesse il meri sarebbe una piccola Beri;

Il Lazio à Roma Capitale d’ Italia, il Colosseo, piazza San Pietro and so on, gli antichi romani erano soliti… (Alberto Angela docet),  Ostia e Fregene;

La Lombardia à Milano capitale del business e della moda (ed anche di un po’ di tutto il resto), il risotto e la cotoletta, i terroni vs. i polentoni;

L’Emilia Romagna à Bologna ed i tortellini, Parma il parmigiano e il latte, Modena ed i motori, la riviera romagnola, la piadina;

La Toscana à Firenze capitale della cultura, la ohah ohla ohn la ahnnuccia ohrta ohrta, il Palio di Siena, la Torre di Pisa, la E di Empoli;

Il Veneto à Venezia e la laguna, Verona e l’arena, la polenta con gli osei;

La Sardegna à , la Costa Smeralda, i pastori ed i sequestratori, aiò!

La Calabria à i peperoncini e la Salerno-ReggioCalabria, la ‘ndrangheta, l’ ”apertura” mentale dei suoi abitanti, CapoRizzuto e Tropea;

L’Umbria à Perugia e la Perugina, Assisi e San Francesco;

La Liguria à Genova e l’acquario, il salone nautico, il pesto alla genovese, Modamare a Potofino, la riviera di ponente e la riviera di levante, il festival di Sanremo.

Il Piemonte à Torino e la Fiat, lo spumante di Asti, il Barolo, le Alpi (che ci stanno pure in altre regioni però fanno molto piemonte).

Il Trentino à le Dolomiti e lo Speck

 

Il Friuli Venezia Giulia à la bora a Trieste?! La U di Udine?

La Valle d’Aosta à ci sta sempre la neve e si va a sciare…, Cogne (come suggerisce la Nuvolapazza)

Le Marche à La cartiera di Fabriano? La A di Ancona?

La Basilicata à ???

Il Molise à ???

 

L’Abruzzo à ???

7 commenti

@

Leggere il blog dell@ Nuvol@pazz@ @scoltando il confronto Berlusconi – Prodi è un’esperienz@ @i limiti con l@ psichedelì@ (e con m@sterc@rd non h@ prezzo!). @h, dimentic@vo: ho bevuto il succo di per@ dopo il pocket coffee (non dopo il rum perché rum e per@ qu@ndo sei @ c@s@ d@ solo h@ il s@pore dell@ immens@ tristezz@). In realt@’ (porc@ v@cc@ non esiste l@ chiocciol@ con l’@ccento)  non so perché sto f@cendo tutto questo. Ho l@ b@rb@ lung@ e dom@ttin@ (cioè st@m@ttin@) spero di t@gli@rl@ (di @verl@ t@gli@t@) e sono @bbrutito gi@’ d@l lunedì d@ll@ difficile vit@ del l@ure@to @ll’universit@’. Ieri (cioè l’@ltro ieri) sono @nd@to @ n@nn@ dopo le 3:15, dovrei @vere sonno @desso, m@ mi sento solo @bb@st@nz@ st@nco. L@ test@ è sg@nci@t@ dal corpo, tutt@vi@ il suo peso pes@ sull@ spin@ dors@le che orm@i è sempre più @ form@ di doppi@ vu (w). Volevo suon@re l@ chit@rr@ elettric@ (che d@ qu@ndo l’ho port@t@ a C@t@nia non l’ho più suon@t@), m@ in re@lt@’ @desso che posso non voglio. Voglio suon@re l@ t@stier@, m@ l@ t@stier@ è @ Messin@ e quando sono @ Messin@ ho vogli@, invece, di suon@re l@ chit@rr@ elettric@.

 

Confuso?

 

@bb@st@nz@, gr@zie!

 

 E voi? …

 

Ci@ü!!!! =)

 

Confermo di non essere sotto l’effetto di droghe e/o @lcolici. God bless endorfine! @_@

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Ragazze con la sciarpa, ma l’ombelico di fuori…

 

…. Parliamone

Ma non avranno dei grossi problemi gastrointestinali con tutto questo freddo? –e potete immaginare a cosa mi sto riferendo-

Non
dovranno far la pipì (si può dire pipì alle 10 del mattino?) ogni
mezz’ora visto l’abnorme restringimento della vescica dovuto al freddo
altrettanto abnorme?

Secondo voi è un problema culturale?

Donne
mi piacerebbe conoscere soprattutto il vostro parere e, se appartenete
alla categoria di queste balde giovinastre, avere una descrizione di
cosa si prova a stare con l’ombelico di fuori di questi tempi.

Ciaü! =)

 

P.S.
Il sondaggio "l’ombelico di fuori solo a chi lo sa portare e nei modi e
tempi stabiliti dalla legge" sarà oggetto di un ulteriore sondaggio.
Per ora non mettiamo troppa carne al fuoco, o meglio al vento! ;)

 

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Come Diventare Antipatici

  • Tambureggiare su ogni superficie possibile ed immaginabile. -uè questo sono decisamente io!-
  • Cambiare canale 5 minuti prima della fine di ogni film o telefilm.
  • Svegliare ogni mattina il proprio compagno di stanza con "Metal Music MAchine" di L. Reed. -beh, magari non sarà proprio Lou Reed però… direi che ci siamo-
  • Pagare una cena con monete da 50 centesimi.
  • Apparire sopra la spalla di qualcuno che sta leggendo, borbottando qualcosa.
  • Tenere la freccia di svolta per 50 km. -beh… a volte può succedere…-
  • Chiedere alle persone "Scusa, sei un maschio o una femmina?"
  • Ribattere ad ogni affermazione altrui: "questo è quello che pensi tu". -capita…-
  • Lasciare accese le luminarie natalizie fino a settembre.
  • Andare a vedere un’opera lirica e canticchiare cercando di segure le parole. -…ne sarei capace-
  • Al ristorante, chiedere al cameriere una sedia aggiuntiva per il tuo amico immaginario.
  • Segnalare che si è stanchi di fare conversazione mettendosi le mani sulle orecchie.
  • Selezionare la stessa canzone sul juke-box per venti volte.
  • Gridare numeri a caso mentre qualcuno sta contando. -Siiiii :D-

 

 

 

E voi siete antipatici? :P

 

 

 

 

 

Ciaü! =)

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Salsa di pomodoro

The question is the seguent:

nella salsa di pomodoro ci va lo zucchero?

 

 

Più e più volte mi sono infatti trovato a contendere riguardo alla liceità di un tale comportamento, tentando di dirimere una controversia che è ben più di un semplice capriccio, cercando una ragione plausibile ad una simile pratica che ai miei orecchi suona quasi come una bestemmia. La cucina è un’arte e di certo non può vivere di espedienti! Dal mio punto di vista è del tutto inconcepibile dolcificare il pomodoro con lo zucchero: è assolutamente ridicolo! Per stemperare il sapore agro della salsa ci sono state date le cipolle!!!! C’è forse qualcuno tra voi che osa contraddire questa verità non scritta, ma che è stata postulata dal buon senso e dall’esperienza?

 

Da che parte state? Da quella delle cipolle o da quella dello zucchero? Vi è concesso anche fare ricorso all’aglio, ma è assolutamente vietato fare un po’ ed un po’ perchè sareste soltanto degli ibridi senza una ratio, i figli di una società che ha smarrito il senso del gusto…

Rispondete copiosi!!!!!

Ciaü! =)

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Cotone o fresco di lana?

E’ questa l’annosa questione che vi pongo oggi… Dopo il dibattito sul referendum, che non ho capito se è stato un successone od un fiasco clamoroso (e che ancora rimane apertissimo per cui vi prego: intervenite intervenite intervenite!!!) ecco un altro hot topic  che vi sottopongo, miei giovani lettori.

Si parla del vestito per la mia laurea (premesso che io filosoficamente sono per lo spezzato, ma a quanto pare in queste occasione ci vuole il vestito con tutti isacri crismi…). Dopo un pomeriggio passato in giro per negozii il risultato è il seguente: gli unici due abiti papabili sono uno di cotone e l’altro di fresco di lana. Inoltre l’unico che veramente mi potrebbe aggradare ha il solo difetto di costare la bellezza di 900 euri!!!!!!!

 

Signori qua ci sta di mezzo la mia laurea e comunque vada dovrà essere un successo. Perciò pretendo il migliore dei suggerimenti possibili!!! Il quesito come vedete è semplice, non implica un SI o un NO, ma è possibile dare la classica risposta ad libitum. E’ altresì consentito di smazzare cioè proporre altre alternative. Fosse per me, dato il tipo di studi, andrei alla discussione con la tutina da elettrauto, ma pare che ogni tanto un po’ di soddisfazione ai genitori, (se non altro una parvenza di civiltà)  bisogna pur darla. Dimenticavo il dato fondamentale: la laurea, se sarà (che sarà che sarà che sarà? che sarà della mia vita chi lo sa? …), sarà in pieno luglio (col bene che ti voglio…), ma eviterei la combinazione pinne fucile ed occhiali…

 

Cmq fin’ora solo una persona mi ha fatto la fatidica domanda… Aspetto che qualcun’altro la rifaccia prima di rispondere. Qual’è la domanda? Se si parla di laurea quale può essere? :P

Ciaü! =)

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Ascoltare Björk porta fortuna?

Parrebbe proprio di sì! =) Da due giorni ascolto Björk (tutti gli album eccetto l’ultimo che mi manca… mannaggia!) e da due giorni finalmente i conti della mia tesi tornano. Che sia una semplice coincidenza? O c’è dell’altro? Mmmstero! Se avete esperienze in tal senso fatemelo sapere.

Intanto vi invito sempre e comunque ad intervenire sulla questione precedente: perché in Italia la musica è di sinistra? Oppure, diciamo meglio: perché in Italia la musica si proclama di sinistra?

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Perché in Italia la musica è di sinistra?

Ripeto la domanda: perché in Italia la musica è di sinistra?

Non dovrebbe essere al di sopra della politica? Al di sopra delle mode, al di sopra di tutto? Non è pur sempre una forma d’arte?

Premettiamo: come si pone politicamente il pargolo? Il pargolo ama definirsi politico apartitico: politico nel senso antico, che deriva dal sostantivo greco polis che significa la città (stato),  apartitico poiché non crede nella politica dei partiti. Giusto per farvi capire in una stessa  elezione voterebbe sia per Fini che per Bertinotti (entrambi non son troppo stupidi, tendenzialmente credono in ciò che dicono, e tendenzialmente hanno una linea di pensiero al di là delle mode del momento)-scusate ma nella prima stesura di questo intervento mi ero dimenticato di Pannella: anche per lui valgono le stesse cose che ho detto per i due precedenti-. L’unico pregiudizio politico (ma mica troppo pregiudizio) ce l’ho nei confronti di Silviuccio che non posso proprio sopportare. Gli altri politici? Uno vale l’altro, tendenzialmente. Darei solo rilievo al fatto che Fassino e Prodi sono gli unici politici italiani di spicco che hanno una laurea (ah ma forse anche Buttiglione che parla non so quante lingue), e Prodi è anche professore ed è stato presidente della commissione europea. Qualcuno potrebbe obbiettarmi che anche la cultura in Italia è di sinistra e perciò Prodi è prof perché di sinistra, ma sono discorsi nei quali non voglio impelagarmi perché  perché non son bravo, non ne capisco molto ed è facile, sin troppo, essere faziosi e citare fonti di parte. Io sono per la politica degli ideali da perseguire, non da proclamare. Sono per la politica dagli obiettivi concreti, non per le chiacchiere e i distintivi. Insomma per gli ideali, non quelli grandi (e purtroppo irrealizzabili), ma quelli piccoli (ovvero gli “ideali possibili”), direi… ideali pargoli (già che ci siamo). Poi presto costruirò la mia utopia, ma magari sarà buona per tirarci fuori un romanzo alla Orwell.

La musica… Ovviamente la considerazione salta fuori guardando il concerto del primo maggio (che tra l’altro sono anche andato a vedere 3 anni fa), ma sappiamo benissimo che è estendibile a quasi tutte le manifestazioni musicali nel nostro paese (basta vedere se ci sono magliette o bandire col Che). Non sopporto vedere gente che suona e si lamenta, suona e polemizza, suona e  lancia messaggi, secondo me, ovvi, banali e scontati sol per farsi applaudire da una folla che magari sta lì giusto per sballarsi (è un dato di fatto che lì c’è gente sbronza di antica romagna etichetta nera già alle 3 del pomeriggio), cercando di appagare (riferito al sostantivo gente, cioè i cantanti) quella voglia di attenzioni che non hanno ricevuto (alcuni) per tutto il resto della loro carriera.

La musica è un’occasione per divertirsi, per fare e mostrare arte, non per dire che Berlusconi è un pirla! Siamo seri una volta tanto. A questo punto ci chiediamo: ma ci piace la musica o semplicemente il contesto? Siamo tutti d’accordo sul fatto che la musica debba lanciare dei messaggi anche importanti (oltre a fare un mucchio di altre cose tipo raccontare, psicanalizzare, esprimere sentimenti, stati d’animo, stati di alterazione della coscienza, etc…), ma lo scopo non è quello di farsi applaudire, o di dire quello che la gente, la massa, vuole sentirsi dire. La musica deve parlare, comunicare, spiegare, senza lasciarsi strumentalizzare, da nulla (che sia la politica, lo showbiz o qualunque altra cosa). Deve cercare di avvicinarsi alla verità (ma in fondo l’arte non è la contemplazione delle idee? E chi ha orecchi per intendere intenda…), per quello che è possibile, non ad una in particolare, ma alla verità in assoluto. Mica semplice.. Ma qua mi sa che stiamo complicando il discorso. Spero di ritornare sull’argomento appena avrò di nuovo un po’ di tempo e di ispirazione.

Chiedo scusa a tutti gli accaniti sostenitori dell’una o dell’altra parte politica, ma io la penso così. Ma con questo non intendo dire che tutti gli altri siano stupidi, eh! C’è chi dice che son di destra, c’è chi dice che son di sinistra, c’è chi dice che son democristiano: beh queste cose son fatti vostri, tenetevi le vostre etichette… ;)

Ciaü! =)

P.S. ed in ogni caso la questione rimane ancora da dirimere: perché in Italia la musica è di sinistra? Mmmmm….

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