Archive for category Gerusalemme/Israele 2005
Il pargolo va a Gerusalemme (parte seconda)
Pubblicato da il pargolo® in Gerusalemme/Israele 2005 il 24 dicembre 2005
Gerusalemme…
Cavolo…
Gerusalemme è una città in cui la normalità è profondamente diversa dalla nostra. In generale in Israele la normalità è che in aeroporto ti facciano il pelo ed il contropelo e ti interroghino come se tu stessi cercando di ingannarli, che ti perquisiscano come fossi un criminale, ma dopo ti chiedano scusa per l’atteggiamento diffidente che devono assumere: in fondo anche loro sono ragazzi come noi e sono i primi a sentirsi a disagio per il disagio che ci fanno provare. La normalità è vedere militari per lo meno ogni 100 metri; la normalità è sapere che probabilmente qualcuno dei servizi segreti ti sta seguendo ed osservando; la normalità è la certezza di sapere che noi “stranieri” comunque non passiamo inosservati; la normalità è vedere i ragazzi del servizio militare (poco meno che ventenni) girare la sera per le strade del centro col mitra in una mano ed il cellulare nell’altra; la normalità è sapere che qualche Israeliano o qualche Palestinese oggi potrebbe fare una grande cazzata; la normalità è vedere per le strade e nei locali gente “bizzarra”, dall’ebreo ultraortodosso col cappellaccio nero e le treccine, alla donna mussulmana col burqa;
L’importante, in ogni caso, è rendersi conto che lì tutto questi è normalità, fa parte dello “status quo”, (espressione molto adoperata per indicare i delicati equilibri fra le varie parti) e la si vive con la stessa serenità con cui noi in occidente viviamo la nostra quotidianità.
Il pargolo va a Gerusalemme (parte prima)
Pubblicato da il pargolo® in Gerusalemme/Israele 2005 il 17 dicembre 2005
Prendo spunto da quello che un po’ tutti mi chiedono (tipo Ani e Nuvolapazza) e da quello che un po’ a tutti rispondo.
Al momento la mia testa ed il mio spirito sono ancora a Gerusalemme. Ci penso in continuazione. Mi sento sedotto ed abbandonato… :(
Sapete quando si dice “fascino orientale”? Adesso ho capito cosa s’intende. E se non lo provi non puoi immaginarlo. Rimani ammaliato, stregato. Anche le cose normali lì sembrano più belle, hanno qualcosa di più affascinante, seducente. Spesso è difficile se non impossibile comprendere e tenere a mente quello che accade o quello che si vede da quelle parti (e parlo sia della natura, che delle persone, della storia, del contesto socio-politico, del misticismo che trasuda da ogni tempio, sia esso ebreo, cattolico o mussulmano), l’unica cosa che puoi fare è contemplare e lasciarti meravigliare, alla maniera dei bambini. Tutto è ammaliante, tutto ti affascina, a partire dalla profondità degli sguardi e dalla bellezza degli occhi delle donne.
L’aria è carica di odori forti, specie nelle zone del suq (il mercato arabo), di odori intensi, pungenti, acidi, a volte molesti e probabilmente anche fastidiosi (per lo meno per noi occidentali), ma dall’aroma ipnotico ed irresistibile. Sono prevalentemente spezie, caffè (ecco svelato il mistero della famosa miscela arabica!) e frutta secca (ma anche arance, peperoni e teste di capretto… scusate la clausola pulp, ma in effetti funziona così…).
La luce. La luce è molto particolare, specie all’alba e al tramonto (e lo si intuisce anche dai colori e da certi strani effetti luminosi che si vedono nelle foto). A mezzodì il sole brucia. I raggi si concentrano e bruciano. Inoltre in Israele, ed in particolare a Gerusalemme, tutto è ricoperto di pietra bianca che riverbera questa luce, luce che in certe ore diventa tagliente come una lama.
Cinque volte al giorno dai minareti il muezzin recita la preghiera ad Allah. La voce è malinconica e penetrante. È come un lamento, una supplica, una invocazione, una richiesta di salvezza. Anche la sua voce trafigge l’anima. Certo ad ascoltarla dalle nostre parti verrebbe da ridere, ma lì, nel silenzio, è un canto solenne che si leva dalla terra verso il cielo. E se Dio non è cattivo, così come credo, state certi che probabilmente anche a Lui saliranno i brividi lungo la schiena ogni volta che l’ascolta…
P.S. Il viaggio mi ha proprio entusiasmato e mi piace un sacco parlare di questa esperienza, perciò se qualcuno volesse sapere qualcosa in particolare sarò lieto di rispondergli al più presto.
P.P.S. Se da qui in poi doveste leggere qualche balla clamorosa fatemelo sapere: il racconto dovrebbe essere balle-proof, ma non si sa mai: prima d’ora non mi ero mai interessato particolarmente alla vicenda israelo-palestinese…
Il pargolo va a Gerusalemme (prodromi)
Pubblicato da il pargolo® in Gerusalemme/Israele 2005 il 15 dicembre 2005
Il pargolo, ovvero: l’arte di sapersi imbucare.
Già da un paio di mesi mi era giunta voce circa un viaggio a Gerusalemme, organizzato da una associazione culturale che promuove attività di studio all’estero. A rigore tali attività sono indirizzate a studenti, o pseudo tali, nell’ambito delle scienze umane, giuridiche, politiche ed economiche. Ma il pargolo, che di ingegnere non ha ancora neanche il titolo, fregiandosi dell’appellativo di dott. intuisce che: “l’occasione di un viaggio in Terra Santa quando mai mi ricapiterà?”. Perciò questa volta, più persuaso che confuso si dice: “e famolo!”. Complice qualche amico organizzatore, il pargolo s’imbuca in questa spedizione in Israele che ha come presto (e non solo) una serie di incontri con autorità diplomatiche ed accademiche del luogo, un vero e proprio workshop che ha per tema “la cooperazione tra la diplomazia internazionale e l’università per promuovere la pace e lo sviluppo”. Dico pretesto perché, una volta che sei in Terra Santa, non puoi non fare un po’ di sano turismo. ;)
Un mese è un intervallo di tempo sufficiente per sistemare gli impegni all’università, procurarsi il passaporto, tranquillizzare la mamma spiegandole che l’aeroporto di Tel-Aviv, benché il nome della città non sia affatto amichevole, è uno dei più sicuri al mondo. Il 5 dicembre si parte.
Avevo intenzione di tenere un diario di bordo, ma la cosa ha funzionato solo per i primi giorni: la vita lì si faceva ogni giorno più intensa e di notte, in fondo, non era poi così malaccio passare qualche ora anche dormendo.
Volevo raccontarvi giorno per giorno quello che è successo, ma probabilmente non ne vale la pena. Credo invece che possa essere più interessante parlavi di come mi sento adesso, di quel che ho capito, di quel che ho provato, di quello che ho portato con me. Certo, se volete potete anche andarvi a leggere il blog degli extraterrestri o delle sigle dei cartoni, ma francamente, modeshtamente, spero che il mio entusiasmo vi contagi almeno un po’.
Esperienza bella, grandiosa, toccante, completa. Esperienza a 360 gradi, o meglio, a 4 pi greca steradianti, dal punto di vista culturale, religioso, turistico e godereccio. Si è passati dal sacro al profano, ma senza mancare di rispetto a luoghi e persone, tentando di vivere, quanto più a fondo possibile, le mille realtà che compongono il mosaico di Gerusalemme e, in misura minore, del resto dello stato d’Israele.
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